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Corso Vittorio Emanuele 13 Nemi (Roma)

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Il Borgo Di Nemi

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Il piccolo centro storico di Nemi sorge a picco sul lago, arroccato sulle pendici di un cratere vulcanico ed è dominato dall'affascinante Palazzo Ruspoli, che ne disegna i confini; all'interno del borgo, potrete passeggiare fra i pittoreschi vicoli, visitare botteghe artigiane ed ammirare balconi fioriti, nonché meravigliosi scorci panoramici. Dal Belvedere Dante Alighieri alla Terrazza degli Innamorati, Nemi saprà accoglierVi con calore ed originalità, coinvolgendoVi con i suoi colori, profumi, sapori e con le voci e le emozioni dei suoi abitanti.

LA NOSTRA STORIA
Il nome del paese deriva da “Nemus Dianae”, bosco sacro dedicato alla Dea Diana, divinità della caccia, signora delle selve e protettrice delle donne. Il Tempio della Dea Diana sorgeva presso le rive del Lago di Nemi, bacino di origine vulcanica e rappresentava un rinomato luogo di culto per la popolazione di tutta l'area romana. Il Tempio di Diana Nemorensis accoglieva folle numerose di pellegrini, provenienti da località più o meno limitrofe, che vi si recavano per omaggiare la Dea e per richiedere guarigione e fecondità. Ad oggi gli scavi archeologici, iniziati nel XVII secolo, tenuti per la maggior parte da amatori e studiosi stranieri, hanno portato alla luce reperti che si trovano conservati nei Musei d'Europa. In loco si può, tuttavia, osservare parte dell'antico perimetro della struttura. .

LE NAVI ROMANE
Sin dall'antichità il lago di Nemi fu oggetto di una leggenda riguardante due navi favolose di dimensioni gigantesche, costruite in epoca romana, forse contenenti dei tesori, che sarebbero state sepolte sul fondo del lago per ragioni misteriose; tali navi furono costruite da Caligola, utilizzate come case galleggianti e poi distrutte e affondate. Furono i pescatori, in età medioevale, a riportare alla luce i primi resti delle navi; veri e proprio recuperi furono tentati a partire dal 1446, ma soltanto fra il 1928 e il 1932 i due scafi vennero estratti e fu inaugurato un Museo sulla riva, per ospitarli. Tuttavia i rarissimi cimeli, 'testimoni' importanti dell'insospettata perfezione tecnica navale romana, furono distrutti dagli eventi bellici il 31 maggio del 1944, per un incendio doloso le cui cause sono ancora oggi controverse. Ciononostante, il Museo delle Navi è ancora di estremo interesse per i numerosi reperti che conserva.

Nemi è oggi meta di turisti provenienti da ogni parte del mondo,
attratti dalla sua storia, dalla sua cultura, dall'incanto del suo paesaggio e
dalla genuinità dei suoi prodotti gastronomici:
fragoline di bosco, funghi porcini e cacciagione.

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